Cerco d’immaginare lo stato della Terra tra una trentina d’anni mentre porto a passeggio il mio cane.
Come saranno nel futuro le estati? Mi figuro le persone di mezza età costrette ad uscire di casa con maglie e calzari d’amianto, con guanti forse e copricapo ignifughi, mentre gli anziani e i bambini resteranno dentro casa per circa quattro mesi.
Gli appartamenti saranno dotati di enormi dispense per la sopravvivenza nei mesi estivi, ci sarà tutto il necessario, si lavorerà da remoto, si studierà per via telematica, il caldo infatti durerà fino ad ottobre almeno e le persone impareranno a suonare strumenti, giocare a carte: sarà ogni anno una sorta di lock down di diversi mesi.
Questi pensieri affollano la mia mente in una giornata di fine agosto caratterizzata da un altissimo tasso di umidità che mi ha regalato una bella emicrania durata tutto il giorno.
E chi sta a guardare? Non le stelle di un noto romanzo di Cronin, ma i governanti di tutto il mondo che vanno avanti imperterriti a inseguire velleità economiche e di potere rinnegando quello che sta accadendo al nostro pianeta.
Del resto, lo stesso fecero con l’amianto, la plastica, la diossina, il monossido di carbonio ecc. ecc.
Il ragionamento è semplice: viviamo il presente visto che nessuno è immortale e freghiamocene delle generazioni che verranno.
Sic et simpliciter.
Un brivido mi corre lungo la schiena e no, non è di freddo.